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martedì 04 luglio 2006 |
Lo sbarco col quale è arrivato Joseph è stato uno dei più grossi,erano più di 300 su 2 barconi, sono arrivati di notte con un mare tremendo. Francesca, medico, volontaria del gruppo di Emergency di Palermo ed un’altra ragazza quella sera erano lì con la RAS (Rete Antirrazzista Siciliana) ed hanno chiesto e miracolosamente ottenuto il permesso di entrare per assistere alle visite mediche. Lì hanno incontrato Joseph e altri 4 ragazzi che stavano particolarmente male e che nessuno dei medici lì presenti aveva la benché minima intenzione di portare in ospedale. Hanno insistito per farlo loro e hanno ottenuto il permesso di caricarli su due ambulanze e portarli all’ospedale di Agrigento.
Abbiamo conosciuto Joseph il 10 di ottobre, quando è arrivato ad Arezzo per farsi operare. Joseph, 30 anni, conviveva con un catetere da 4 anni. E’ stato nostro ospite in più occasioni dal momento che prima dell’operazione ha dovuto fare molte analisi. Uno dei nostri volontari lo ha ospitato a casa sua a dormire e gli altri si sono dati dei turni per stare con lui in modo da non lasciarlo mai solo. E’ stata un’esperienza meravigliosa poterlo conoscere e potergli stare accanto. Un modo per crescere, per confrontarsi, per imparare cose nuove, per toccare con mano i successi di Emergency... un modo per emozionarsi nuovamente in maniera diversa.
Joseph lo abbiamo potuto aiutare grazie al progetto Emergency Italia. Il progetto si svolge in due direzioni: la prima prevede, per un periodo sperimentale di un anno, la possibilità per Emergency di condurre propri volontari - specialisti medici e paramedici - all’interno dei due grandi Istituti della capitale, Rebibbia Nuovo Complesso e Regina Coeli. La modalità degli interventi è affidata a intese dirette con la Direzione degli Istituti. L’obiettivo: fornire farmaci, presidi speciali, protesi, facilitare ricoveri per interventi nelle strutture pubbliche esterne, sollecitandone la disponibilità o provvedendo alla ricerca di soluzioni alternative. Nella realizzazione di questo programma Emergency fa tesoro, tra l’altro, di anni di esperienza accumulata in Afganistan (soprattutto a Kabul) e in altri Paesi, dove abbiamo aperto nostre cliniche nelle carceri e curato migliaia di pazienti detenuti. La seconda ha visto l’apertura a Palermo di un ambulatorio poli specialistico per i migranti a Palermo. Chi si rivolgerà all’ambulatorio potrà ricevere farmaci e cure in via del tutto gratuita e non sarà tenuto a fornire documenti o a mostrare alcun permesso di soggiorno.
Oggi Joseph, dopo 4 anni, può finalmente vivere senza il catetere e senza la borsetta per raccogliere le urine. Il giorno in cui finalmete lo hanno liberato da questa fastidiosa piccola schiavitù abbiamo organizzato una pizzata di raccolta fondi. Joseph ha potuto aiutarci a preparare tutto. Lui ne è stato felicissimo e noi siamo stati orgogliosi di lui!
L’emozione più grande è stata però l’essere riusciti a realizzare un suo grande sogno: vedere per la prima volta la neve!
Good luck Joseph!
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